Ideata da GPD Studio Legale e Tributario con lo studio statunitense Polsinelli, The Venture Hour ha riunito in un’ora, negli spazi di Zest, investitori da San Francisco, Miami, Dallas, Washington, Kansas City e il Colorado, insieme a Nextalia Ventures, Lumen Ventures, Zest, Lazio Innova, Unfold Tomorrow e LTV. Oltre 200 partecipanti in audience.
Sei investitori statunitensi e sei tra i principali operatori del venture capital italiano, nella stessa sessione, per ascoltare sette imprese italiane presentarsi in tre minuti ciascuna. È il bilancio di The Venture Hour, ospitata mercoledì sera negli spazi di Zest a Roma nell’ambito di Rome Future Week 2026.
Un dato non consueto per il mercato romano dell’innovazione, dove il capitale d’oltreoceano arriva di norma a valle, quando un’impresa è già cresciuta altrove.
L’iniziativa porta la firma di GPD Studio Legale e Tributario, con gli avvocati Andrea Gemma ed Emanuele Rumi Rios, referenti per i temi dell’innovazione dello studio, e di Polsinelli, con l’avv. Matt Eckert e l’avv. Adam Hull, partner della practice venture capital e startup, arrivati a Roma dagli Stati Uniti per l’occasione. Con Zest, Needs e LTV.
Chi c’era
Dagli Stati Uniti si sono collegati 1845 Ventures (Dallas), venture studio attivo su salute e benessere, energia, mobilità avanzata e innovazione manifatturiera; Leo Ventures, fondo early stage specializzato in intelligenza artificiale verticale; Manna Tree (Vail, Colorado), fondo di investimento dedicato alla salute umana attraverso la nutrizione; Torridon Group (Washington), advisory group concentrato su intelligenza artificiale, infrastrutture di dati, cybersecurity e sicurezza nazionale; Kompass Kapital (Kansas City), family office attivo su servizi finanziari, servizi alle imprese, agribusiness, infrastrutture, real estate e diagnostica; e Ashford Inc. (Dallas), gruppo quotato al NYSE specializzato in servizi e piattaforme per il settore alberghiero e dell’ospitalità.
In sala, accanto a loro, Melissa Morano Aurigemma di Exceptional Capital, fondo early stage con sedi a San Francisco e Miami dedicato al software enterprise B2B; Federico Valla di Nextalia Ventures; Davide Fioranelli, fondatore e ceo di Lumen Ventures; Roberto Magnifico di Zest Group; Lorenzo De Fabio di Lazio Innova; Luigi Meschini di Unfold Tomorrow; e Matteo Aliotta di LTV.
Il ruolo dei due studi legali
L’intenzione dei due studi è stata di far conoscere le startup italiane al capitale americano e costruire un ponte stabile tra i due mercati, nella consapevolezza che il ruolo dei professionisti, in questo passaggio, è cruciale. Le operazioni cross-border, infatti, non si arenano sulla tecnologia, ma sulla struttura.
Cap table, proprietà intellettuale, rapporti di lavoro e gestione dei dati sono i fronti su cui una due diligence americana si ferma, e su cui le imprese italiane arrivano spesso impreparate.
I settori
Le sette imprese coprono agenti di intelligenza artificiale per le grandi organizzazioni, analisi predittiva sul capitale umano, AI applicata al marketing e alla chirurgia, intelligence geospaziale per pubbliche amministrazioni e utility, droni e sensoristica per superfici sportive, tecnologie per il patrimonio culturale. Non tutte allo stesso stadio: alcune con clienti internazionali e ricavi consolidati, altre ai primi contratti.